In questo spazio trovi consigli semplici e affidabili per affrontare con serenità le sfide quotidiane della crescita. Un aiuto concreto, vicino ai genitori, per accompagnare ogni bambino nel suo cammino.
L’integrazione sensoriale descrive il modo in cui il sistema nervoso riceve, organizza e combina le informazioni provenienti dai sensi per sostenere posture, movimento, attenzione, regolazione emotiva e partecipazione nella vita quotidiana. Quando questo processo è inefficiente, alcuni bambini possono apparire
Non tutti i pianti del neonato hanno lo stesso significato. Alcuni raccontano bisogni semplici, come fame, sonno, pannolino sporco o desiderio di contatto; altri possono comparire nelle ore serali, diventare intensi e ripetitivi, come accade spesso con le coliche.
Continuare ad allattare dopo il rientro al lavoro è possibile, ma richiede qualche scelta pratica prima ancora del primo giorno in ufficio: capire quando estrarre il latte, dove conservarlo, come organizzare le pause e quali diritti conoscere per non trovarsi impreparate. Il tiralatte può diventare un alleato prezioso, così come una piccola scorta di latte materno e un dialogo chiaro con il datore di lavoro. In questa fase possono comparire dubbi, stanchezza o un calo della produzione, ma esistono soluzioni flessibili, compreso l’allattamento misto, che permettono a ogni mamma di trovare un equilibrio sostenibile.
"Dottore, mio figlio si sveglia ogni due ore. È normale?" Questa è probabilmente la domanda che viene posta al pediatra più frequentemente in ambulatorio durante le prime visite dei neonati. E la risposta, che spesso sorprende i genitori, è sì: è assolutamente normale.
L’apprendimento della scrittura non inizia con il riconoscimento delle lettere, ma molto prima, attraverso lo sviluppo di una serie di abilità di base che permettono al bambino di controllare il gesto grafico in modo efficace e funzionale. Prima di arrivare alla scrittura vera e propria, il bambino ha bisogno di sperimentare numerose attività che favoriscano la motricità fine, la dissociazione delle dita, il controllo del movimento, una postura adeguata e una buona consapevolezza corporea. Scarabocchiare, tracciare linee, curve e forme, colorare, manipolare materiali diversi o giocare con costruzioni sono tutte esperienze fondamentali che preparano progressivamente la mano e il corpo al gesto grafico.
Con l’inizio dello svezzamento arrivano tante scoperte, ma anche domande molto frequenti. Una delle più sentite riguarda il rischio soffocamento: quali cibi evitare, come proporli in sicurezza e quando preoccuparsi davvero.
Con alcune attenzioni pratiche, il rischio soffocamento può essere ridotto in modo importante. Conoscere gli alimenti a rischio soffocamento, imparare come tagliare i cibi nello svezzamento e distinguere un conato da un vero episodio di ostruzione aiuta a vivere questo passaggio con più tranquillità.
Nei primi giorni con un neonato, ci sono gesti che sorprendono più di altri. Uno di questi è quel movimento improvviso in cui il bambino spalanca le braccia, si irrigidisce per un attimo e poi si richiude su di sé, quasi in un piccolo abbraccio. A molti genitori capita di chiedersi se sia normale, soprattutto quando succede nel sonno o mentre lo si appoggia nella culla.
Nella maggior parte dei casi, sì: si tratta del Riflesso di Moro, uno dei principali riflessi primitivi del neonato. È una risposta automatica, legata allo sviluppo neurologico dei primi mesi, e osservarla può aiutare a capire meglio il linguaggio corporeo del bambino.
A un certo punto succede: mentre gli adulti sono a tavola, il bambino osserva con attenzione, segue il cucchiaio con lo sguardo, allunga la mano verso il piatto. Per molti genitori è lì che nasce la domanda: è arrivato il momento dello svezzamento?
Un ambiente di gioco ben progettato può diventare, nella quotidianità, un vero “campo di prova” in cui il bambino sperimenta il corpo, le idee e le relazioni: si muove, esplora, prova strategie, si regola, costruisce e ricostruisce. Non esiste un allestimento perfetto valido per tutti, ma esistono criteri semplici e molto efficaci per creare uno spazio sicuro, flessibile e stimolante, capace di accompagnare lo sviluppo psicomotorio e, quando serve, di sostenere anche obiettivi tipici dell’Ergoterapia: autonomia, partecipazione alle attività quotidiane, capacità di scelta, organizzazione dell’azione e regolazione emotiva.
In studio mi capita spesso di vedere genitori preoccupati per un sospetto frenulo linguale corto a seguito di difficoltà con le prime poppate.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non si tratta di una condizione grave. La chiave è capire quando osservare e quando intervenire, con calma e consapevolezza.