Bambini goffi, impacciati e scoordinati: quando l’ergoterapia può aiutare

Crescita e sviluppo

Il ruolo dell’Ergoterapia: potenziare abilità e partecipazione

L’obiettivo dell’Ergoterapia è sostenere il bambino nello sviluppo delle abilità necessarie per partecipare in modo attivo, competente e autonomo alle occupazioni tipiche dell’infanzia: giocare, muoversi, apprendere, prendersi cura di sé e interagire con gli altri. Attraverso attività specifiche, proposte in forma di gioco, l’Ergoterapista lavora su equilibrio, coordinazione, forza, motricità fine e grossolana, organizzazione del movimento e consapevolezza del proprio corpo nello spazio.

La stanza di Integrazione Sensoriale: un ambiente terapeutico mirato

Un ruolo fondamentale è svolto dalla stanza di integrazione sensoriale, uno spazio appositamente progettato per offrire esperienze sensoriali controllate, sicure e significative. Al suo interno si trovano attrezzature come altalene, tappeti, materassi, tunnel, materiali tattili e oggetti da spingere o tirare, che permettono di stimolare in modo mirato i principali sistemi sensoriali, in particolare quello vestibolare (legato all’equilibrio e al movimento) e quello propriocettivo (relativo alla consapevolezza del corpo).

Per i bambini goffi e scoordinati, questo ambiente risulta particolarmente utile perché consente di migliorare la percezione del proprio corpo nello spazio e la capacità di modulare il movimento. Attraverso il gioco e l’esperienza diretta, il bambino impara progressivamente a dosare la forza, a coordinare le diverse parti del corpo e a rispondere in modo più organizzato agli stimoli. Tutto ciò si traduce, nel tempo, in movimenti più sicuri, maggiore equilibrio e una migliore coordinazione motoria, con effetti positivi anche sulle attività della vita quotidiana.

Bambino che esegue un esercizio di equilibrio su semisfere colorate in una stanza di integrazione sensoriale presso il centro di ergoterapia a Paradiso

La stanza di integrazione sensoriale non è uno spazio di gioco libero, ma uno strumento terapeutico strutturato. Le attività proposte dall’Ergoterapista hanno obiettivi precisi e vengono costantemente adattate alle esigenze, alle capacità e ai tempi del singolo bambino. Inoltre, questo ambiente favorisce la motivazione e il coinvolgimento emotivo: il bambino si sente libero di sperimentare, di provare e riprovare senza paura di sbagliare, rafforzando la fiducia in sé e il senso di competenza. 

Un lavoro condiviso con famiglia e scuola

Oltre al lavoro diretto con il bambino, l’Ergoterapista collabora attivamente con la famiglia e con la scuola, fornendo indicazioni e strategie pratiche per facilitare le attività quotidiane e adattare l’ambiente alle specifiche esigenze del bambino. Questo approccio globale e condiviso consente di sostenere non solo lo sviluppo motorio, ma anche l’autonomia, il benessere emotivo e la partecipazione alla vita scolastica e sociale.

Conclusione

In conclusione, l’Ergoterapia riveste un ruolo fondamentale nel supportare i bambini che presentano goffaggine, impaccio motorio e difficoltà di coordinazione. Attraverso interventi mirati e personalizzati, il bambino non solo migliora le proprie abilità motorie e sensoriali, ma viene accompagnato a costruire un rapporto più positivo e funzionale con il proprio corpo. 

L’Ergoterapia aiuta a trasformare l’esperienza del “non riuscire” in un percorso di scoperta, apprendimento e successo, riducendo il rischio di frustrazione e ritiro dalle attività.

Ergoterapista che assiste un bambino durante un esercizio di coordinazione e forza su una palla terapeutica per migliorare la percezione corporea

Sostenendo la partecipazione attiva alla vita quotidiana, al gioco e alla relazione con i pari, l’Ergoterapia contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e del benessere globale del bambino.

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Articolo a cura di
Costanza Ilaria Minonzio
Ergoterapista

Titolare Ergoterapia del centro Polispecialistico Paradiso. Specializzata nell’ambito pediatrico, lavora con bambini con ritardi nello sviluppo, impacci motori, difficoltà grafomotorie, disturbi dell’attenzione, disturbi dello spettro autistico.

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